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Entro 6 mesi arriveranno i primi pc windows arm

Entro 6 mesi arriveranno i primi pc windows arm
Si incrina la ventennale alleanza wintel. Fra 6 mesi arriveranno i pc arm, che daranno come vantaggio bassi consumi, e quindi autonomie di maggiore durata e l'integrazione del modulo radio telefonico sul pc. Il che significa che verrà abbattuta l'ultima barriera fra pc e telefoni windows. Saranno la stessa cosa.

C'è un metodo per migliorare la nostra vita.

Buongiorno lettori del mercoledì

"C'è un metodo per migliorare la nostra vita. Consiste nel passare meno tempo a osservare noi stessi davanti allo specchio e un po' di più ad ascoltare la nostra coscienza."

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Apple, il prossimo Mac Pro nel 2018: "Sarà modulare e avrà uno schermo tutto suo"

Colloquio nella sede della Mela con quattro testate Usa, oggetto la macchina professionale di Cupertino

di TIZIANO TONIUTTI

NON ACCADE MAI, stavolta è accaduto: Apple ha anticipato, e anche a distanza di diverso tempo sulla tabella di marcia, alcuni dettagli di un prodotto futuro, il Mac Pro che verrà. E ha ammesso di non aver supportato abbastanza l'attuale generazione del desktop di punta, ultima revisione nel 2013 con un design e un'architettura interna unici, basati sull'efficienza prestazionale e la bassa rumorosità operativa. Il tutto contenuto in un particolare cilindro metallico con dissipazione del calore dall'alto. Una macchina potente, sicuramente più tre anni fa che oggi, e costosa ora come allora, e che però Apple non ha più aggiornato. Ed è proprio questo che gli utenti del Pro hanno lamentato negli ultimi anni, sentendosi trascurati da Apple, che si è scusata per aver mostrato disattenzione a questa fascia di utenti, quei professional che sono tra l'altro la base su cui Cupertino ha costruito una buona parte della sua fortuna, prima dell'arrivo di iPod e iPhone. E ora la Mela corre ai ripari, anzitutto potenziando il Mac Pro attualmente in listino (più memoria e sei core nel modello base, otto in quello più costoso) e poi in un incontro a quattro con Buzzfeed, Techcrunch, The Verge e Daring Fireball.

Ma c'è di più, il prossimo Mac Pro avrà un display tutto suo. E' presumibile che essendo gli iMac attuali dotati di schermi da 27" 5K, non potraà esserci nulla di meno per il futuro Mac Pro, ma sicuramente qualcosa in più. Magari uno schermo Ultrawide dalla risoluzione ancora maggiore. Quello che però si può immaginare sul futuro Pro è una sorta di macchina modulare, che non abbandoni del tutto il concetto di corpo unico introdotto col cilindro, ma che lo porti nel territorio dell'apertura attraverso componenti staccabili e sostituibili, senza dover necessariamente aprire la macchina. Una soluzione alla Apple insomma oppure se si vuole alla Project Christine di Razer, per tenere insieme design, potenza e stavolta espandibilità. Ma ne sapremo di più solo tra un anno. Quello che vedremo con buona probabilità nel 2017 è una nuova generazione di iMac, con i modelli più potenti configurabili già con specifiche da "Pro". Ma il "bestione" che arriverà dovrà essere in grado di far dimenticare l'iMac built to order ai professionisti, una soluzione su cui non pochi utenti negli ultimi tempi si sono orientati per sostituire il cilindro bello ma chiuso, sulle proprie scrivanie. Dietro naturalmente c'è di più: Apple secondo rivelazioni di Imagination (fornitore di chip grafici per Cupertino) starebbe per iniziare a produrre le proprie Gpu, proprio come fa per le Cpu di iPhone e iPad. E se il discorso si applicasse al Mac Pro, con la modularità della

grafica in mano all'azienda e non più a terze parti, il nuovo computer potrebbe diventare un altro generatore di flusso economico a più thread. Ma come sempre nel caso della Mela, ne capiremo di più in un keynote, stavolta rimandato al prossimo anno.

Apple al lavoro per la cura del diabete

L'azienda di Cupertino avrebbe assunto un piccolo team di ingegneri biomedici per sviluppare il progetto voluto da Steve Jobs

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ROMA - Apple avrebbe assunto un piccolo team di ingegneri biomedici che farebbe parte di un progetto segreto, inizialmente concepito dal fondatore della compagnia Steve Jobs, volto a creare sensori per misurare il diabete. Lo scrive la Cnbccitando tre persone a conoscenza dei fatti. I sensori dovrebbero misurare in modo continuo e non invasivo il livello di glucosio nel sangue, per migliorare il trattamento del diabete.

Stando alle indiscrezioni, Apple sarebbe al lavoro su questo da almeno cinque anni e starebbe conducendo studi di fattibilità in siti clinici della Bay Area, l'area metropolitana che circonda la baia di San Francisco, in California.

La difficoltà su cui altre compagnie si sono fermate è quella di monitorare il livello di glucosio con accuratezza

senza perforare la pelle. Se Apple riuscisse a farlo, verrebbe incontro alle esigenze di milioni di pazienti diabetici, ma soprattutto trasformerebbe dispositivi come l'Apple Watch in gadget non soltanto desiderabili, ma necessari.

A questa Italia

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A questa Italia che meraviglia

Posso fare un’altro tentativo

Una serie di video dedicati alla pratica

Dello Yoga potete trovarli nella pagina del 

sito dedicata che cercherò mediante un mio

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 personale criterio di scegliere per voi e di tenere aggiornata

per ricordare come fare un nuovo post



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