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Il Papa in lotta contro Satana

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Nei primi cinque anni di pontificato Francesco ha citato numerosissime volte il diavolo, insistendo non soltanto sulla sua esistenza ma anche sulla sua pericolosità

ANDREA TORNIELLI

CITTÀ DEL VATICANO

L’ha citato in cinque anni più di quanto abbiano fatto insieme i suoi predecessori nell’ultimo mezzo secoloper Papa Bergoglio il diavolo e la sua capacità di dividere sono argomenti comuni nella sua predicazione quotidiana. Una predicazione controcorrente, dato che il Maligno è stato per lungo tempo un grande assente. Ecco una piccola e incompleta rassegna di citazioni. 

 

Francesco ne ha parlato l’ultima volta con un gruppo di gesuiti durante il recente viaggio in Myanmar, riferendosi ai Rohingya e più in generale alla situazione dei profughi: «Oggi si discute tanto su come salvare le banche… Ma chi salva la dignità di uomini e donne oggi? La gente che va in rovina non interessa più a nessuno. Il diavolo riesce ad agire così nel mondo di oggi». 

 

Fin dall’omelia della prima messa concelebrata con i cardinali nella Cappella Sistina all’indomani dell’elezione, il 14 marzo 2013, Bergoglio, citando una frase di Léon Bloy, aveva affermato: «Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo». Il giorno dopo, incontrando i cardinali riuniti nella Sala Clementina, il nuovo Pontefice, abbandonando il discorso scritto, aveva detto: «Non cediamo mai al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno».  

 

Rivolgendosi alla Gendarmeria vaticana il 28 settembre 2013 Francesco ricordava che «il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale». Nell’omelia di Santa Marta il 14 ottobre 2013 il Papa argentino invitava a non confondere la presenza del diavolo con le malattie psichiche: «No! La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia». 

 

Il 29 settembre 2014, nella messa in Santa Marta Bergoglio spiegava che «Satana è nemico dell’uomo ed è astuto perché presenta le cose come se fossero buone, ma la sua intenzione è distruggerlo, magari con motivazioni umanistiche».  

 

Il 3 ottobre 2015, rivolgendosi alla Gendarmeria vaticana, Francesco ricordava che «Satana è un seduttore, è uno che semina insidie e seduce col fascino, col fascino demoniaco, ti porta a credere tutto. Lui sa vendere con questo fascino, vende bene, ma paga male alla fine!».  

 

Il 12 settembre 2016 nell’omelia mattutina il Papa spiegava che «il diavolo ha due armi potentissime per distruggere la Chiesa: le divisioni e i soldi. Il diavolo semina gelosie, ambizioni, idee, ma per dividere! O semina cupidigia… È una guerra sporca quella delle divisioni è come un terrorismo». 

 

Il 13 ottobre 2017 Francesco ha descritto l’azione «che il diavolo lentamente fa, nella nostra vita, per cambiare i criteri, per portarci alla mondanità. Si mimetizza nel nostro modo di agire, e noi difficilmente ce ne accorgiamo». 

 

E come non ricordare, infine, le parole con cui il Pontefice, nell’intervista con don Marco Pozza per Tv2000 sul Padre Nostro, ha ricordato che il diavolo «è una persona» e non bisogna «mai dialogare con Satana» perché «è più intelligente di noi».  

 

GUARDA IL VIDEO Francesco in lotta contro Satana. L’ha citato più dei suoi predecessori in mezzo secolo  

Oroscopo

OROSCOPO

L’astrologo più amato del web ha tracciato un oroscopo in esclusiva per le nostre lettrici. Tema centrale: cavalcare l’influenza di Urano, pianeta del rinnovamento, per riprendere in mano la propria vita e attuare la svolta che sembrava impossibile, liberandosi da situazioni vissute come costrizioni. Per ciascun segno, in un campo diverso: lavoro, finanze, amore, relazioni.

27 Dicembre 2017

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Se vuoi dare una marcia in più alla tua vita e attuare quella svolta che fino ad ora ti sembrava infattibile, il nuovo anno è l’occasione giusta per farlo. Parola di Simon & the Stars, l’astrologo più amato del web, che da poco ha pubblicato il suo nuovo libro “L’Oroscopo 2018. Il giro dell’anno in 12 segni” (Mondadori, 15,90 euro).
Ad innescare una potente trasformazione sarà Urano, pianeta del rinnovamento e fermo dal 2011 nell’Ariete, nel 2018 si sposta nel Toro e crea occasioni rivoluzionarie per tutti. “Urano è il pianeta dei grandi cambiamenti, ma soprattutto è l’araldo di valori come indipendenza, libertà ed emancipazione” spiega Simon. “È il Prometeo dello Zodiaco, il titano che ruba il fuoco agli dei per consegnarlo agli uomini e così facendo rappresenta quello scatto di intraprendenza per cui, nel bene e nel male, ognuno di noi torna pienamente in possesso del timone delle proprie decisioni, assumendosi le responsabilità delle proprie scelte. Ognuno è 
faber fortunae suae dice Urano, rimescolando le carte per fornire all’intero Zodiaco i giusti assist per liberarsi da situazioni vissute come costrizioni”.

Segno per segno, ecco come cogliere le occasioni per rivoluzionare e trasformare la tua vita come tu la desideri, sia in amore che nel lavoro.

L'oroscopo di Simon & the Stars in esclusiva per noi—>

“Negate i diritti alle donne"

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Campionessa mondiale di scacchi boicotta lArabia Saudita Anna Muzychuk non va ai Campionati di Riad: “Mi rifiuto di indossare veli”. E rinuncia a superpremio 

Anna Muzychuk è ucraina, ha 27 anni, è una campionessa mondiale di scacchi e ha appena rifiutato di gareggiare in Arabia Saudita: "Per non giocare secondo le regole altrui, non indossare un velo, non essere scortata in giro e non sentirmi una sottospecie umana". Ha spiegato il suo gran rifiuto con un post su Facebook che sta facendo il giro del mondo, e con la solidarietà di sua sorella Mariya: anche lei scacchista, anche lei resterà a casa.

di Valentina Avon

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Trasferita a 100 km perché rifiuta di lavorare il giorno di San Silvestro

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Susa, rifiuta di lavorare la domenica di San Silvestro:

trasferita per una settimana a 100 chilometri di distanza

di Fabio Tanzili



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L’amore a prima vista non esiste:

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L’amore a prima vista non esiste:

“Solo desiderio o falso ricordo”

Lo studio olandese: sono soprattutto gli uomini ad ammettere il colpo di fulmine Ma in realtà si tratta di un autoinganno

Di Matteo Marini

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Il cervello pianifica in modo automatico le azioni su alcuni oggetti

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C’è chi ha ipotizzato che questo processo sia una forma di autodifesa maturata dall’uomo durante il percorso evolutivo. “È vero che alcuni studi su varie specie di primati hanno avuto un esito analogo a questo – chiarisce il neurobiologo – ma non abbiamo gli elementi per dire che questa proprietà del cervello sia figlia dello spirito di sopravvivenza che ha portato la nostra specie a prevalere sulle altre. Non siamo in grado di provare un collegamento diretto”.

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L’uomo raffreddato soffre di più

«L’uomo raffreddato soffre di più» Un medico prova l’influenza maschile

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Il canadese Kyle Sue pubblica uno studio sul British Medical Journal per mettere a tacere le prese in giro nei confronti delle reazioni del «sesso forte» alle malattie

di Monica Ricci Sargentini

Le battute sugli uomini che appena hanno un raffreddore e due linee di febbre si lamentano come se fossero in punto di morte le abbiamo sentite tutti e tutte. La novità è che un medico canadese, stanco di essere preso in giro dalla moglie, si è preso la briga di elaborare uno studio per dimostrare che, in verità, i poveri maschi hanno ragione a lamentarsi perché i loro sintomi sono molto peggiori di quelli vissuti dall’altro sesso: «La ricerca dimostra — ha spiegato il dottor Kyle Sue, professore di medicina di base alla Memorial University di Terranova in Canada— che gli uomini hanno una risposta immunitaria più debole alle infezioni delle vie respiratorie e alla febbre. I loro sintomi sono veramente peggiori e corrono più facilmente il rischio di finire in ospedale e di morire». 

Poveri uomini. Presi in giro da decenni, accusati di essere melodrammatici quando, invece, la loro non era una sceneggiata. Il colpevole, in verità, sarebbe il testosterone che diminuirebbe la risposta del sistema immunitario all’influenza mentre, al contrario, gli ormoni femminili la aumenterebbero. «Accusare gli uomini di esagerare può portare a non curarli sufficientemente» si lamenta Sue che invita i colleghi a studiare più a fondo la questione. 

L’articolo, pubblicato sul British Medical Journal, ha fatto alzare più di un sopracciglio. «La maggioranza della letteratura scientifica prova che l’influenza dell’uomo non esiste - ha detto Helen Stokes-Lampard, presidente del Royal College dei medici generici -, il consiglio per tutti è di rimanere a casa, bere molta acqua e prendere il paracetamolo. La maggior parte delle persone, a prescindere dal sesso, si riprenderà in pochi giorni». 

12 dicembre 2017 (modifica il 12 dicembre 2017 | 10:09)

Il primo mese dell’anno è legato al dio Giano

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Mancano pochi giorni alla fine dell’anno. Le pagine del calendario stanno per finire e un altro è pronto per prendere il suo posto ripartendo nuovamente dal primo mese, gennaio. Ma qual è l'origine dei dodici mesi? Scopriamo le curiosità e le origini dietro questi nomi di uso comune che scandiscono la nostra vita quotidiana.

Cos’è il calendario

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Secondo l'enciclopedia Treccani, il calendario deriva dal latino calendarium. Con questo termine si indica "un sistema convenzionale di divisione del tempo". L'intervallo base di tale divisione è l’anno, la cui durata (anno civile) è fissata in modo che coincida il più possibile con il movimento di rivoluzione della Terra intorno al Sole, noto anche come anno solare. È suddiviso in 12 mesi, a loro volta suddivisi in circa 4 settimane. Ci sono diversi tipi di calendario. Quello attualmente in uso riprende il calendario di Numa Pompilio, il primo a introdurre i 12 mesi nell'Antica Roma. Successivamente riformato da Giulio Cesare, che introdusse l’anno bisestile e il calendario gregoriano. Nel 1582 il pontefice Gregorio XIII lo cambiò ancora, trasformandolo in quello ora vigente in quasi tutti gli stati. Durante la rivoluzione francese fu adottato un calendario fondato solo sul movimento del Sole e sul sistema metrico decimale: i 12 mesi avevano nomi caratteristici come vendemmiaio, brumaio, termidoro. Come riporta l’Independent, il primo calendario della storia risale a circa 10mila anni fa: fu ritrovato in Scozia.

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Niente, ce lo avrai solo tu

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E allora tutti ci dovremmo ricordare che ogni volta che la domenica varchiamo l’ingresso di un centro commerciale, da qualche parte, un diritto muore. Quando spiegazziamo la maglietta che la commessa deve ripiegare, magari a tarda sera, di domenica, con la famiglia che la attende a casa, un diritto muore ancora. E allora, la domenica stiamo lontani dai luoghi dello shopping. Facciamo rivivere il diritto al riposo, alla socialità, alla famiglia. Perché questa società ha più bisogno di relazioni umane che di shopping”, dice Iacovone, e lo dice a noi che abbiamo esultato per l’apertura notturna e festiva dei negozi.

A noi che non abbiamo protestato – non tutti, non abbastanza – quando ci hanno tolto i diritti come lavoratori ma abbiamo esultato quando ce li hanno riconosciuti come consumatori. Abbiamo goduto per la possibilità che ci veniva offerta dal governo che allungava l’età pensionabile di fare acquisti sette giorni su sette e comprare i regali di Natale la domenica di Vigilia, in tempo per acquistare un giocattolo ai nostri figli che ne hanno in media 238 a testa ma giocano solo con 12. Il dato riportato dal Telegraph è riferito ai bambini del Regno Unito ma la situazione non è diversa nel resto dell’occidente.

 Queste conseguenze grottesche del consumo sfrenato – mortificanti per chi ha l’opportunità di consumare in eccesso più che per chi non ne ha la possibilità economica – non le avevano previste nemmeno i più attenti critici della società dei consumi ai suoi albori: Marxquando ci metteva in guardia contro il feticismo della merce o Thorstein Veblen quando alla fine dell’Ottocento teorizzava il consumo “ostentativo” delle classi agiate, comprare una merce per esibire il proprio status sociale. Oggi che vittima del consumo ostentativo sono tutti i consumatori – schiavi di cose comprate per dimostrare di averle potute comprare – sarebbe bello se acquistassimo anche per quest’anno il regalo di Natale più esclusivo: niente. La sola cosa che nessun altro ha. Immaginate lo slogan: “Niente, ce lo avrai solo tu“. Funziona! “Cosa ti serve? un Ferro da stiro, un bracciale Pandora o… niente? Niente! Non sporca, non ingombra, non pesa, non si rompe, non inquina. Disponibile anche nel maxi-formato famiglia Niente di niente”. Buon Natale a chi ci crede e a chi no: che sia per tutti una festa.

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Ricette di Natale

Albero di Natale e pungitopo, ricette di benessere con le erbe natalizie

Spesso le abbiamo in casa per gli addobbi e hanno anche tante proprietà benefiche. Scopriamo quali e come possiamo usarle in questi giorni per preparare tisane, decotti ma anche scrub per il corpo

di IRMA D'ARIA

20 dicembre 2017

L’ALBERO di Natale e il classico pungitopo che con le sue bacche rosse utilizziamo per le decorazioni in casa non sono solo piante ornamentali ma erbe che si possono usare anche per il nostro benessere così come lo zenzero, la cannella e la curcuma. Se ne è parlato di recente al convegno “Erbe natalizie: la salute sotto l’albero” organizzato dal Centro di Riferimento Regionale in Fitoterapia (Cerfit) di Firenze. Nadija Gulluni, etnobotanica e biologa nutrizionista esperta in fitoterapia clinica di Genova, suggerisce sette erbe tipiche del Natale e dell’inverno spiegandoci quali sono le loro proprietà benefiche e come possiamo usarle a casa anche in questi giorni di festa.


1- ALBERO DI NATALE PER RESPIRARE MEGLIO
Dalle foglie aghiformi e dalle sommità dei ramoscelli dell’albero di Natale, Picea abies, si ricava un olio essenziale ricco di monoterpeni come limonene e canfene responsabili dell’azione balsamica, espettorante e fluidificante dell’olio essenziale stesso.

I SUFFUMIGI
Può essere utilizzato sotto forma di suffumigi in caso di raffreddore e congestione nasale, basterà aggiungere 2-3 gocce di olio essenziale in un catino di acqua calda, si copre la testa con un asciugamano e si respira profondamente. I suffumigi possono essere fatti 2 volte al giorno. Oppure si può utilizzare un diffusore di oli essenziali o anche un contenitore con dell’acqua appoggiato su un termosifone a cui aggiungere 3-4 gocce di olio essenziale di Picea abies per avere un’azione disinfettante dell’ambiente di casa.

2- PUNGITOPO PER I ROSSORI INVERNALI DELLA PELLE
Il pungitopo, pianta conosciuta anche con il nome di rusco, è un potente vasocostrittore con proprietà vasoprotettrici e vasotoniche grazie alla presenza nel suo rizoma di saponine chiamate ruscogenine e di polifenoli. Utilizzato in caso di gambe gonfie e pesanti, geloni e crampi muscolari, ma anche in caso di pelle arrossata e irritata. L’estratto secco così come l’estratto fluido possono essere utilizzati per la preparazione di oli e creme particolarmente adatte per chi ha la pelle molto delicata e che risente delle rigide temperature invernali, trovandosi spesso con la pelle arrossata soprattutto di viso e mani.
 

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Peperoncino

Utilizzato soprattutto come spezia, è ricco in vitamina A e C utili per la salute del cuore, ma contiene anche potassio, acido folico e fibra. Contiene anche capsaicina, a cui studi clinici hanno riconosciuto proprietà antitumorali. 

Come usarlo. Un pizzico di peperoncino può essere utilizzato in tutte le preparazioni, ma attenzione alle persone con problemi di gastrite. Oltre che utilizzarlo nelle classiche ricette di sughi e carni, si può aggiungere ad un barattolo di yogurt greco ricco di proteine.

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Kiwi. Contiene per l’84% acqua, 9% di glucidi disponibili, 2% di fibra ed è ricco di sali minerali (potassio magnesio, calcio, ferro, fosforo) per l’organismo e vitamine (vit. A, vit C, vit. E, vit. B2), che conferiscono al frutto un effetto rimineralizzante e antiossidante (per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C, basta consumare 3 kiwi al giorno), antisettico e antianemico. Il contenuto di fibre di questo frutto contribuisce a diminuire i livelli di colesterolo nel sangue, oltre che a regolare l'assorbimento degli zuccheri nel corso della digestione. 

Come usarlo. Può essere aggiunto all’insalata oppure si può utilizzare per decorare torte o dolci o per preparare spiedini di frutta.

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 Melograno

Questo frutto autunno-invernale contiene per l’82% acqua, 16% di carboidrati, 16% di zuccheri, 2% di fibra e una notevole quantità di acidi organici, sali minerali (potassio, sodio, ferro, fosforo) vitamine (C e gruppo B) e flavonoidi (soprattutto antocianine, ellagitannini, quercitine).

Come usarlo. Può essere consumato fresco, sotto forma di centrifuga o per preparazioni culinarie, in quanto il suo succo si accompagna bene alle carni come per esempio il tacchino, pollo o maiale.

Bacche di Goji 

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Sono ricche in vitamina C e hanno una funzione antiossidante. In uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition si è visto che le bacche di Goji possono essere d’aiuto per la perdita di peso. Si possono comprare ormai ovunque sia intere sia sotto forma di succo, di polvere e persino ricoperte di cioccolato. 

Come usarle. Possono essere consumate con l’insalata e un’aggiunta di frutta secca oleosa, come per esempio mandorle o noci per rendere la preparazione più gustosa e ricca in acidi grassi polinsaturi.


LA RICETTA DELL’OLIO ANTI-ROSSORE

Si può preparare un olio emolliente e antirossore da utilizzare come trattamento d’urto con un cucchiaio di olio di jojoba a cui aggiungere il contenuto di una capsula contenente l’estratto secco di rusco. Si massaggiano le mani e il viso per qualche minuto, si risciacqua e poi si mette una crema idratante. Oppure si possono aggiungere poche gocce di estratto fluido di rusco alla nostra crema mani preferita per usufruire tutto il giorno dell’azione protettrice del rusco.

3- CURCUMA UN AIUTO NELLA PREVENZIONE DELLE SINDROMI INFLUENZALI
La curcuma contiene diversi componenti funzionali oltre la ben nota curcumina, come proteine, vitamine C, E, K e Sali minerali come ferro, magnesio, calcio e zinco. Ed è proprio la presenza della vitamina C (la vitamina antiossidante per eccellenza) e lo zinco a rendere la curcuma la pianta perfetta per prevenire le sindromi influenzali. Infatti, vitamina C e zinco sono molto importanti per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, soprattutto contro virus influenzali e infezioni batteriche.

LA RICETTA DELL’ESTRATTO
Per sfruttarne appieno questa sua proprietà di stimolare il sistema immunitario, possiamo utilizzare il rizoma fresco per la preparazione di un estratto con 2 foglie di cavolo nero, ½ mela rossa, lime, una manciata di spinaci e 2-3 cm di curcuma fresca. All’estratto preparato si possono aggiungere delle fave di cacao e delle mandorle in scaglie. Si può bere tutte le mattine o come spuntino durante tutta la stagione invernale.

4- ZENZERO UTILE PER I PRIMI SINTOMI DEL RAFFREDDORE
Lo zenzero grazie alla sua azione antinfiammatoria dovuta alla presenza di sostanze come i gingeroli e alla sua azione diaforetica (aumenta la sudorazione), è la pianta perfetta per combattere un inizio di raffreddore soprattutto quando è accompagnato da una sensazione di
freddo e naso chiuso.

LA RICETTA DEL DECOTTO
Si prepara un decotto con 2-3 cm di rizoma fresco di zenzero tagliato a fettine, in una tazza d’acqua fredda, si porta a bollore e si fa bollire per qualche minuto. Si lascia in infusione per 10 minuti, si aggiunge qualche goccia di limone e si beve magari dolcificando con del miele di timo o di eucalipto dall’azione balsamica. Se ne bevono 2-3 tazze al giorno.

5- CANNELLA PER UNO SCRUB RIVITALIZZANTE
La cannella è nota per le sue proprietà digestive, tonico stimolanti e antimicrobiche, proprietà dovute all’olio essenziale che contiene ricco di aldeide cinnamica. Può essere utilizzata anche per la preparazione di uno scrub dalle proprietà rivitalizzanti e anti stanchezza sia per la nostra pelle che per il nostro umore.

LA RICETTA DELLO SCRUB
Si prepara con 4 cucchiai di sale marino integrale, a cui aggiungere 3 cucchiai di olio di mandorle dolci, 1 cucchiaino di cannella in polvere e 5-6 gocce di olio essenziale di cannella. Si mettono tutti gli ingredienti in un barattolo si mescola bene e si usa prima della doccia o del bagno. Oltre a rimuovere le cellule morte della pelle si avrà una sensazione euforizzante, ma anche riscaldante data proprio dall’olio essenziale di cannella che stimola la circolazione e il sistema nervoso.

6- CACAO PER UN INFUSO DI BUON UMORE
Una versione light della cioccolata calda può essere preparata anche con il cacao amaro in polvere. Il cacao ha un importante valore nutrizionale grazie al suo apporto di proteine, ma anche di vitamine del gruppo B, vitamina C, ferro, manganese, calcio e anche aminoacidi come il triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, l’ormone del buon umore, che durante il periodo invernale tendiamo a produrre un po' meno. E non a caso è proprio nella stagione invernale, il periodo in cui mangiamo più cioccolata.

LA RICETTA DELL’INFUSO
Il cacao in polvere insieme allo zafferano (un’altra spezia del buonumore) possono essere utilizzati per preparare un infuso pieno di buonumore. In una tazza d’acqua calda si aggiungono 2-3 stimmi o ½ bustina di zafferano in polvere, si lascia in infusione qualche minuto e poi si aggiunge 1 cucchiaino di cacao amaro in polvere, si amalgama il tutto e si beve magari con dell’aggiunta di cannella.

7- EUCALIPTO PER MAL DI GOLA E CATARRO
Eucalipto, altea e liquirizia sono gli ingredienti per la preparazione di una tisana in caso di mal di gola con bruciore e catarro. Le foglie di eucalipto contengono un olio essenziale ricco di eucaliptolo e limonene che gli conferiscono proprietà balsamiche e fluidificanti sulle secrezioni catarrali. A queste proprietà possiamo poi aggiungere quelle emollienti e lenitive della radice di altea dovute alla presenza di mucillagini e quelle antinfiammatorie della liquirizia date dalla presenza di molecole come i flavonoidi e saponine, in particolare l’acido glicirrizico. Si ottiene così una tisana che oltre a favorire la fluidificazione del catarro, ha anche un’azione antidolorifica sulle mucose della gola.

LA RICETTA DELLA TISANA
Si mette un cucchiaino di ciascuna pianta in una tazza d’acqua calda, si copre e si lascia in infusione almeno 10 minuti. Se ne bevono 2-3 tazze al giorno dolcificando con del miele o ancor meglio della melata di abete

21 dicembre Solstizio

Il passaggio all'inverno come stagione astrale è fissato per le 16,28 ora italiana. Il Sole raggiunge il punto più basso all'orizzonte, la notte sarà la più lunga. E fino a Santo Stefano occhio alle Ursidi, le ultime stelle cadenti

21 dicembre 2017

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Oggi, 21 dicembre, con il solstizio d'inverno si entra anche astronomicamente nella stagione più fredda dell'anno. E' il giorno dell'anno meno illuminato dal Sole, che raggiunge il punto più basso sull'orizzonte, e anche con la notte più lunga. Il passaggio è fissato per le 16,28 ora italiana, il momento della rivoluzione della Terra intorno al Sole a cui viene associato l'inizio dell'inverno come stagione astronomica. Nella sua fugace apparizione, il Sole avrà un occhio di riguardo per il Sud Italia, a cui donerà quasi un'ora di luce in più rispetto al Nord.

Il solstizio è un fenomeno che accade due volte ogni anno, causato (così come gli equinozi) dalla diversa inclinazione dell'asse di rotazione della Terra rispetto al piano dell'eclittica (ovvero il piano dell'orbita su cui il nostro pianeta ruota intorno al Sole). Questa differenza causa nel corso dell'anno un moto apparente del Sole nel cielo terrestre, che nel nostro emisfero fa sì che raggiunga il suo punto di elevazione massima rispetto all'orizzonte in corrispondenza del solstizio d'estate (21 o 22 giugno), e quella minima nel solstizio d'inverno (21 o 22 dicembre).

"Tutti sappiamo che il solstizio d'inverno segna il giorno più corto - spiega l'espondente dell'Unione astrofili italiani (Uai), Paolo Volpini ad Ansa.it - ma pochi sanno che la sua durata varia ampiamente in base alla latitudine, perfino lungo lo Stivale: a Palermo, per esempio, il giorno durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno". 

Per il Sole sarà una giornata breve ma intensa, che lo vedrà protagonista di una congiunzione 'fantasmà con Saturno. "Il 21 dicembre il pianeta terminerà il suo lungo periodo di permanenza nel cielo notturno, raggiungendo la minima distanza angolare dal Sole: la congiunzione non sarà visibile, ma sarà ugualmente importante - ricorda l'astrofilo - perché segnerà un punto di svolta: all'inizio dell'anno nuovo, infatti, Saturno tornerà a essere visibile poco prima dell'alba". 

La notte più lunga sarà l'occasione per tentare di scorgere le ultime stelle cadenti del 2017, le Ursidi, che continueranno a balenare in cielo fino a Natale e a Santo Stefano. Un altro regalo del Sole, insomma. "Sarà il caso di tenerle sotto controllo già dal termine del crepuscolo serale", raccomanda Volpini: potrebbero infatti manifestarsi improvvisi 'scroscì di stelle cadenti, anche se la cometa che le origina, la 1856 Tuttle, non si trova in vicinanza del perielio, ovvero il punto di minima distanza dal Sole.

Stonehenge, il monumento preistorico situato nel Wiltshire, in Inghilterra, è un simbolo per eccellenza di questa giornata perché costruito in modo da essere perfettamente allineato con la posizione del sole al tramonto. La costruzione di Newgrange, in Irlanda, invece è allineata all'alba del solstizio di inverno; il Cerchio di Goseck, in Germania, a quella di entrambi i momenti della giornata.Tuttavia mentre per tutto il mondo il solstizio cade il 21 dicembre, i druidi e le loro comunità hanno scelto per le celebrazioni a Stonehenge il giorno seguente. Tengono infatti in considerazione l'alba successiva all'evento astronomico del giorno più corto dell'anno.

Norvegia, il primo paese al mondo a mandare in pensione la radio FM

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18 dicembre 2017 La Norvegia detiene il primato mondiale per aver staccato la spina alla radio  FM. A partire dal 13 dicembre scorso, tutte le trasmissioni radio sono passate al digitale, in formato Digital Audio Broadcasting (DAB). L’ultima regione norvegese a passare al DAB è stata l’isola di Spitsbergen dell'arcipelago delle Svalbard. Il passaggio era iniziato all’inizio del gennaio scorso. I motivi sono tanti: il formato DAB assicura la migliore qualità dell’audio, offre più canali radio e più funzioni. Inoltre costa 8 volte di meno rispetto alla radio FM. La popolazione locale però brontola: bisogna comprare nuovi apparecchi radio o decoder. Per quanto riguarda l’autoradio, secondo le stime attualmente solo una metà delle auto in circolazione è in grado di ricevere trasmissioni radio in formato DAB. Prossimamente altri paesi, tra cui Svizzera, Gran Bretagna e Danimarca seguiranno l’esempio della Norvegia.

‘No, non siamo uguali agli altri’

Vitalizi, Boeri a convegno ex eletti: ‘Basta vittimismo, date privilegio ai più poveri’. 

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i Parlamentari: ‘No, non siamo uguali agli altri’

 “Sono i dati. Dati oggettivi, abbiamo fatto studi. Ve li posso dare”. Tito Boeri a stento mantiene la calma mentre parla di vitalizidavanti alla platea dell’associazione degli ex parlamentari. I distinti ex rappresentanti delle istituzioni ascoltano il presidente dell’Inps e protestano: “Ma cosa dice“. E poi brusii, tentativi di interrompere e commenti ad alta voce di chi proprio non può accettare quello che sente: “I parlamentari non sono uguali agli altri cittadini“, arrivano a dire. E’ il 13 dicembre e a Roma si tiene il convegno dal titolo “Populismo e democrazia rappresentativa”. Mentre la legge che dovrebbe decidere, finalmente, il taglio dei vitalizi anche per gli ex giace in Senato e quasi sicuramente non sarà approvata, Boeri decide di presentarsi davanti ai veri detentori dei privilegi e fare due proposte, per lui minime, per loro indegne. Innanzitutto trasparenza dei contributi versati e poi il devolvere su base individuale quella parte del vitalizio che verrebbe tagliata al reddito di inclusione: “Perché mi ricordate chi è sulla plancia del Titanic”, dice. “Avete atteggiamenti anacronistici in un Paese che ha 4 milioni e mezzo di poveri e una disoccupazione giovanile al 40 per cento”. E poi, “perché avete una responsabilità collettiva: avete messo in piedi un sistema palesemente insostenibile e ora dovete rispondere, non potete ignorare il problema né fare le vittime”. Apriti cielo. La sala si scalda, come testimonia l’audio pubblicato da Radio Radicale e la ricostruzione del Corriere della Sera, e il professore della Bocconi deve interrompersi più volte.

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La Nasa si allea con Google.

 Esopianeta trovato grazie all'intelligenza artificiale

Le reti neurali sviluppate dal colosso del Web hanno esaminato i dati raccolti dal telescopio Kepler scovando ciò che gli astronomi non erano riusciti a scovare: un altro corpo celeste (oltre ai 7 già scoperti) che orbita intorno alla stella Kepler-90. "Ma è troppo caldo per ospitare la vita"

di JAIME D'ALESSANDRO

14 dicembre 2017

ROMA. Scoperto un piccolo "sosia" del Sistema Solare: è formato da otto pianeti che ruotano intorno alla stella Kepler-90, distante 2.545 anni luce  dalla Terra. L'ottavo componente di questa "famiglia" da record è stato scovato dal sistema di intelligenza artificiale di Google, che ha vagliato i dati rlativi a 675 stelle raccolti dal telescopio Kepler.

L'ultimo componente chiamato Kepler 90i, che compie un'orbita in appena 14,4 giorni contro i 365 giorni della Terra, ed è una distanza inferiore a quella che separa il nostro pianeta dal Sole. "E' roccioso e così caldo da essere inospitale per la vita", ha spiegato Paul Hertz, il direttore della divisione di astrofisica della Nasa a Washington. Il sistema di intelligenza artificiale di Google, grazie alla tecnologia dell'apprendimento delle macchine, è stato addestrato a riconoscere le variazioni di luminosità della stella registrate da Kepler che indicano il transito di un pianeta percependo quel che era sfuggito agli astronomi.

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“I dati raccolti dai telescopi sono troppi per essere scandagliati dagli umani”, dicono alla Nasa . Soprattutto alcuni segnagli appaino troppo deboli e incerti. La rete neurale di Google invece riesce ad analizzare anche i segnali più disturbati con un il 96 per cento di successo. 

"Proprio come pensavamo, ci sono scoperte ancora nascoste nell'archivio dati di Kepler, in attesa che la tecnologia ci aiuti scovarle", ha detto Jessie Dotson, a capo del progetto Kepler alla Nasa. "E' la dimostrazione che i nostri dati costituiscono un vero tesoro per i ricercatori per gli anni a venire". Un progetto identico è stato sviluppato a Zurigo dalla Eth ed è stato annunciato pochi mesi fa. La scoperta, annunciata della Nasa, apre ora ufficialmente le porte dell'astronomia alle reti neurali.

Un passaggio inevitabile, vien da dire. Al contrario di quel si pensa in genere, le Ai di ultima generazione sono capaci di svolgere alcuni compiti con precisione sovrumana ma di perdersi in un bicchier d’acqua in altri frangenti. Una delle cose che sanno far bene però è proprio l’analisi delle immagini, poco importa che siano le radiografie come nel caso di Watson della Ibm o, come in questo caso, i dati prodotti dal fotometro di Kepler che misura le variazioni della luce delle stelle in cerca di tracce di pianeti orbitanti.  “Siamo solo all’inizio, abbiamo appena iniziato a scalfire la superficie”, ha concluso Jessie Dotson. Convinta che lì fuori praticamente ogni stella abbia i suoi esopianeti. Ora si tratta solo di individuarli. 

Segnale GPS e quello di Galileo

Servono chip differenti perché c'è una differenza di funzionamento fra il segnale GPS e quello di Galileo? 

"Anche qui c'è da distinguere fra l'applicazione comune con il segnale che ci arriva gratuitamente, ma senza protezione (l'open service di Galileo, che è confrontabile con il GPS attuale), e i segnali professionali. La costellazione infatti trasmette anche segnali - sempre per il posizionamento, gli E5 - che invece hanno livelli di garanzia maggiori. Il segnale è più complesso da elaborare e il chip che dovrebbe farlo se messo in un telefonino esaurirebbe la batteria in un minuto, mentre su un aereo avrebbe prestazioni di alto livello. Galileo quindi ha un ventaglio di segnali più alto rispetto a quello dell'attuale GPS, con  diversi livelli di affidabilità e di accuratezza della precisione, e livelli di servizi conseguenti".

È necessario che smartphone e altri supporti consumer abbiano requisiti di autonomia particolari?

"Sull'open service il design del segnale è stato fatto in modo da non complicare troppo l'apparato di ricezione rispetto alla tecnologia già usata per il GPS. Quando si parla di interoperabilità dei due sistemi (GPS e Galileo) non significa che siano gestiti insieme - non è possibile dato che uno è militare e l'altro civile. Ma il segnale gratuito è stato pensato affinché con un minimo di variazione della complessità del chip si possa ricevere sia GPS che Galileo con consumi e potenza simili”.

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"giornata della collera"

Cisgiordania: scontri in piazza a Betlemme e Ramallah nella "giornata della collera"

· LE PROTESTE INTERNAZIONALI

Contro la decisione di Trump hanno protestato i musulmani di mezzo mondo, dalla Tunisia al Kashmir, dall'Egitto al Pakistan, dalla Giordania alla Turchia, dall'Iran all'Indonesia, dalla Malaysia al Bangladesh.
La svolta dell'amministrazione Usa ha messo in fibrillazione le cancellerie occidentali. Dopo la raffica di critiche alla scelta di Trump, si cerca ora una via d'uscita. Il presidente francese, 
Emmanuel Macron, ha lanciato un appello "alla calma e alla responsabilità" e il ministero degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, durante un'intervista radiofonica ha dichiarato che gli Stati Uniti si sono auto-esclusi dal processo di pace: "Sento alcuni, incluso Tillerson, dire che è il momento dei negoziati.

Fino a ora avrebbero potuto avere un ruolo di mediazione in questo conflitto ma si sono un po' esclusi da soli. La realtà è che sono da soli e isolati su questo tema". "La decisione degli Stati Uniti - interviene il ministro degli esteri russo 
Sergei Lavrov - complica drasticamente i piani di Washington di normalizzare le loro relazioni con il mondo arabo".

Il consiglio di sicurezza dell'Onu s'è riunito d'urgenza per discutere la situazione. L'inviato speciale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, 
Nickolay Mladenov, ha riferito che l'Onu è "particolarmente inquieta per i rischi di una escalation violenta". Poi ha ricordato le parole del segretario generale Onu, Antonio Guterres, secondo cui Gerusalemme deve essere la capitale dei due Stati.
Ma a complicare il quadro c'è anche il giallo della visita del vice presidente americano Mike Pence in Israele e nei Territori palestinesi, prevista per il 19 dicembre. Ieri funzionari palestinesi hanno parlato di una possibile cancellazione, ma gli Stati Uniti hanno ammonito l'Autorità nazionale palestinese affinché non prenda una decisione che sarebbe considerata un insulto dalla Casa Bianca.

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Gerusalemme Capitale l’Italia dice NO

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GERUSALEMME - Gerusalemme ha vissuto oggi una delle tante giornate tese della sua storia: migliaia di palestinesi si sono radunati sulla Spianata delle Moschee per pregare ma anche per protestare contro la decisione del presidente americano Donald Trump di spostare l'ambasciata americana dal Tel Aviv a Gerusalemme e di riconoscere la città santa come capitale dello Stato ebraico.

A tre razzi sparati da Gaza (uno diretto verso Ashkelon è stato intercettato dal sistema antimissilistico Iron Dome, un altro è caduto in serata sulla cittadina israeliana di Sderot colpendo un'auto e ferendo una persona) Israele ha risposto sparando colpi di cannone e lanciando un'offensiva con raid aerei.

Uno degli attacchi ha raggiunto una base di addestramento di Ezeddin al-Qassam, braccio armato di Hamas, presso il campo profughi di Jabalya. Altre esplosioni sono state segnalate nella vicina località di Shaikh Zayed. Complessivamente l'aviazione ha colpito tre obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza causando la morte di un palestinese di 54 anni, Maher Atalla.

Il capo negoziatore dei palestinesi, Saeb Erekat, ha dichiarato che i palestinesi non parleranno con gli Stati Uniti finché il presidente Usa non annullerà la sua decisione. "Gli Usa non sono più qualificati per occuparsi del processo di pace" ha ribadito in serata il presidente palestinese Abu Mazen.

"L'Onu - è l'avvertimento lanciato dall'inviato delle Nazioni Unite in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza - ha ripetutamente dichiarato che qualsiasi decisione unilaterale che cerchi di modificare lo status di Gerusalemme potrebbe seriamente minare gli attuali sforzi di pace e potrebbe avere ripercussioni in tutta la regione":

"Trump ha riconosciuto l'ovvio - ha replicato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza - che Gerusalemme è capitale di Israele. Ma gli Usa non hanno preso una posizione sui confini, che devono essere ancora decisi da Israele e Palestina".

Ma gli ambasciatori Onu di cinque Paesi europei (Italia, con l'ambasciatore Sebastiano Cardi, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svezia ) hanno letto una dichiarazione comune al Palazzo di Vetro dicendosi in "disaccordo" con la decisione di Trump. La decisione "non è in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e non è di aiuto alla prospettiva per la pace nella regione", hanno avvertito i cinque ambasciatori: "Lo status di Gerusalemme deve essere determinato attraverso negoziati tra israeliani e palestinesi". L'Italia, ha poi annunciato Cardi, manterrà la sua ambasciata in Israele a Tel Aviv.

Centinaia di uomini di polizia, a piedi e a cavallo, hanno controllato le strade già delle prime ore del mattino. La tensione era altissima, ma fortunatamente non ci sono stati incidenti gravi. Scontri si sono invece verificati a Betlemme, in varie località della Cisgiordania. Sul confine Israele-Gaza è stato ucciso un palestinese.

Il Grande Imam di al-Azhar, Ahmad Muhammad al-Tayyeb (la più alta autorità dell'Ash'arismo in Egitto considerato da alcuni come una sorta di 'portavoce' del governo egiziano) ha intanto rifiutato di incontrare il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence (che si recherà in Israele e Egitto nella seconda metà di dicembre) in segno di protesta contro la decisione degli Stati Uniti. 

• UN PALESTINESE UCCISO DA SOLDATI ISRAELIANI A GAZA
Nella Striscia di Gaza, sul confine, un palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani. L'esercito israeliano ha detto che centinaia di palestinesi stanno facendo rotolare pneumatici in fiamme e lanciando pietre contro i soldati. "Durante i disordini - hanno dichiarato fonti dell'esercito - i soldati dell'Idf hanno sparato 'selettivamente' contro due principali istigatori".

Il ministero della sanità di Gaza ha confermato che uno è stato ucciso, il 30enne Mahmud al Masri. Mentre il secondo, inizialmente dato per morto, è stato portato in sala operatoria in gravissime condizioni. Il bilancio aggiornato degli scontri è di 727 dimostranti feriti, secondo le stime fornite dalla Mezzaluna Rossa palestinese: 61colpiti da armi da fuoco; 479 intossicati da gas lacrimogeni; 200 contusi da proiettili rivestiti di gomma; e altri 27 da cause diverse.

Già ieri in tutti i Territori palestinesi c'erano stati scontri. Più di 30 persone erano rimaste ferite dal lancio di lacromogeni e dai proiettili di gomma sparati dalle forze di sicurezza israeliane. Per oggi, nel giorno dedicato alla preghiera dai musulmani in tutto il mondo, Hamas aveva chiamato i palestinesi a iniziare una "nuova Intifada", in coincidenza con il 30mo anniversario dell'inizio della prima rivolta delle pietre contro Israele.

E il movimento guidato da Ismail Haniyeh ha rincarato la dose: "Né Trump né alcun altro potrà cambiare la verità storica e geografica e la identità della Città Santa. Sogna chi pensa che tutto si esaurirà con le manifestazioni. La santa intifada di oggi ha inoltrato due messaggi: il primo, che respingiamo la decisione del presidente Trump; e il secondo che siamo pronti ad immolarci per difendere Gerusalemme".

A Gerusalemme migliaia di persone si sono accalcate sulla Spianata delle Moschee in un clima teso che è sfociato, per fortuna, soltanto in qualche tafferuglio. È andata peggio a Betlemme, Hebron,Qalqilya, Ramallah, Nablus e a Beit Khanun, ai margini della Striscia di Gaza. Secondo la Mezzaluna Rossa dei 217 feriti in Cisgiordania in questi due giorni, 162 sono rimasti intossicati da gas lacromogeni, 45 hanno riportato contusioni da proiettili di gomma, sette sono stati colpiti da armi da fuoco e gli altri hanno avuto lesioni causate in maniera diversa.


Il tatuaggio che monitora la salute:

Cambia colore se qualcosa non va


· VERSO IL COMPUTER VIVENTE

I ricercatori, guidati da Xuanhe Zhao, del Dipartimento di ingegneria meccanica del MIT, e 

Timothy Lu

, professore associato di ingegneria biologica e ingegneria elettrica e informatica, affermano che la tecnica può essere utilizzata per fabbricare materiali "attivi". In altre parole, utilizzando le cellule viventi si possono creare sensori indossabili e display interattivi, dispositivi "sulla pelle" per rilevare sostanze chimiche e inquinanti ambientali, ma anche variazioni di pH e temperatura.

L'ambizione però è un'altra: si potrebbe implementare la tecnica per stampare "computer viventi", strutture con diversi tipi di cellule che comunicano tra loro, trasmettendo segnali proprio come i transistor su un microchip. Il futuro continua ad assumere forme sempre più imprevedibili. 

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Aggiornamento Costellazione Galileo

Fervono le attività per la messa in orbita di altri quattro satelliti Galileo

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I prossimi quattro satelliti della costellazione Galileo ed il loro lanciatore Ariane 5 saranno lanciati il 12 Dicembre 2017 dalla stazione di lancio europea di Kourou nella Guyana francese.

Martedì 12 Novembre 2017 sono stati dichiarati pronti al volo il lanciatore Ariane 5 e quattro nuovi satelliti del sistema di navigazione europeo Galileo. Essendo già presenti in orbita 18 elementi della costellazione, questi saranno i numeri 19, 20, 21 e 22. Le attività di preparazione sono in pieno fermento e culmineranno con l’accoppiamento dei satelliti al razzo, operazione che avverrà nel Final Assembly Building.

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I tecnici ESA sono alle prese col protocollo di preparazione al lancio che condurrà la doppia coppia di satelliti fino all’orbita programmata a quota 23500 km. Come sempre i satelliti, costruiti in Europa, sono stati spediti presso il Centro Spaziale Guyanese (nella Guyana Francese), principale centro di lancio europeo. Per prima cosa  sono stati tolti dai loro imballaggi nella camera bianca dello spazioporto, e successivamente sono stati testati e controllati per verificarne lo stato a seguito del volo transatlantico. Successivamente i tecnici dell’ESA hanno collegato i veicoli sia meccanicamente che elettricamente allo speciale “dispenser” del razzo Ariane, cioè il supporto che viene inserito nell’ogiva del vettore dal quale i satelliti vengono rilasciati una volta in orbita. La fase successiva ha visto il rifornimento del sistema propulsivo dei satelliti. Questi infatti, una volta abbandonato l’Ariane, dovranno posizionarsi autonomamente sulla loro orbita di lavoro, che si trova ad un’altezza superiore a quella del rilascio ed essere in grado, durante il periodo di operatività della durata di 12 anni, di controllare il proprio assetto e la propria orbita. L’ultimo passaggio sarà l’installazione del dispenser sul vettore Ariane.

Anche il lanciatore, ovviamente, ha attraversato varie fasi di assemblaggio: i due booster a propellente solido contenenti idrazina e tetrossido di azoto sono stati accoppiati allo stageprincipale criogenico contenente idrogeno ed ossigeno liquido, e a breve verrà installata l’ultima parte del razzo, cioè un mini stadio “intermedio”, l’interstage, contenente l’elettronica per il controllo del veicolo. Terminate le operazioni di verifica, l’Ariane sarà spostato presso l’edificio di assemblaggio finale, dove il dispenser sarà chiuso all’interno dell’ogiva.

Il lanciatore Ariane 5 utilizzato in questa missione è configurato nella versione ES (Evolution Storable) Galileo, derivata a partire da un Ariane 5 “base” dal quale si differenzia per la presenza di un ulteriore stadio, chiamato EPS (Étage Principal Cryotechnique) in grado di riaccendersi dopo l’immissione in orbita. Questo accorgimento permette di gestire in modo ideale la cosiddetta “coast phase” cioè il tempo che intercorre tra lo spegnimento dello stadio principale e ed il momento della separazione dei satelliti dal lanciatore, un requisito indispensabile per la messa in orbita dei satelliti Galileo.

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Android ti spia: col GPS spento, registra audio e video

Un pupazzo con le sembianze di Android con biscotti Oreo, che è anche il nome dell’ultima versione del sistema operativo per smartphone e tablet di Google.

Siamo spiati. Abbiamo già visto come grandi compagnie quali GoogleFacebook o Amazon e molte altre sanno troppo dei propri utenti, il problema è che molte volte sono gli stessi consumatori a non avere idea di essere intercettati. Ci sono diverse misure che possono essere prese per minimizzare i rischi, anche se Google cerca sempre di più di massimizzare i dati raccolti dalla sua sconfinata utenza. In questo senso la linea di demarcazione tra i colossi della tecnologia e chi colleziona illegalmente dati per il proprio tornaconto si fa sempre più sottile.

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Brexit: Si attende il via libera alla prima fase delle trattative:

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LONDRA - Il B-day viene rimandato almeno di qualche giorno: l'accordo sulla Brexit ancora non c'è, ma è vicino e entrambe le parti sono "fiduciose" di poterlo raggiungere prima del summit dell'Unione Europea della settimana prossima. L'ultimo ostacolo è il confine irlandese: come mantenerlo "aperto", dopo che il Regno Unito avrà lasciato la Ue. 

"Non è stato possibile arrivare a un completo accordo, nonostante i molti progressi che abbiamo compiuto", afferma alle 4 del pomeriggio il presidente della Commissione Europea Jean-Paul Juncker, a conclusione della sua colazione di lavoro con May. "Ma continueremo le consultazioni nei prossimi giorni e sono fiducioso che possiamo giungere a un'intesa sui punti ancora in sospeso prima del summit della Ue della prossima settimana". Parole analoghe dalla premier britannica: "Abbiamo avuto in incontro costruttivo e fatto grandi progressi, ma servono ancora discussioni su un paio di questioni. Anch'io ho fiducia che arriveremo a un accordo prima della fine della settimana”.

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DVB-T2 40 milioni di TV entro giugno 2022

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Lo switch off con l'inserimento in Finanziaria è ufficiale: entro il 30 giugno 2022 le attuali trasmissioni del digitale terrestre verranno spente a favore dello standard DVB-T2 con codec HEVC. Più del 90% dei TV attualmente nelle case degli italiani non saranno in grado di ricevere le nuove trasmissioni e richiederanno un decoder aggiuntivo o la sostituzione dell'intero apparecchio.

di   - 31/10/2017 13:03252

 Ora non si scherza più e si esce dalla ridda di ipotesi ed opinioni: lo spegnimento entro il 2022 delle attuali trasmissioni digitali terresti e lo switch off al DVB-T2 si appresta a diventare legge. Infatti, nel testo della Finanziaria 2018 trapelato in queste ore, è stato inserito un lunghissimo articolo, il n. 89, intitolato “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G” che norma tutte le fasi e i tempi del passaggio alla nuova modalità trasmissiva TV, che renderà obsoleti milioni di apparecchi in tutta Italia. Un articolo molto complesso e tecnico, tanto che, malgrado impatti praticamente su tutti gli italiani, è stato al momento trascurato dalle tante analisi della legge Finanziaria uscite in queste ore.

Lo spegnimento delle trasmissioni DVB-T attuali è motivato dalla restrizione delle risorse frequenziali destinate alle trasmissioni TV a causa della cessione al 5G della banda 700, questa (e solo questa) stabilita dall’Europa. Il processo operativo inizierà il 1 gennaio del 2020 e terminerà entro e non oltre la scadenza tassativa del 30 giugno 2022, un periodo di due anni e mezzo molto più corto dello switch off dell’analogico per il quale furono necessari 6 anni.

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Come per il passaggio dall’analogico al digitale, il processo di passaggio al DVB-T2 non sarà all’unisono su tutto il territorio nazionale ma avverrà in modo parcellizzato per zona geografica, secondo un piano da stabilirsi a cura dell’AGCOM (il codiddetto PNAF, Piano Nazionale Assegnazione Frequenze) entro il 31 maggio dell’anno prossimo. Il passaggio dovrebbe comportare, anzi comporterà sicuramente anche una migrazione all’HEVC (anche se la legge non cita mai il codec ma solo la modalità trasmissiva DVB-T2), il che renderebbe le trasmissioni compatibili praticamente solo con i TV venduti da quest’anno in poi, salvo poche eccezioni.

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I Cani sono dei cervelloni hanno il doppio dei neuroni dei Gatti.

Non è un caso che il cane sia diventato il migliore amico dell’uomo: il suo cervello contiene il doppio dei neuroni rispetto a quello del gatto. A mettere un punto fermo nell’eterna lotta tra Fido e Micio, è il primo “censimento” delle cellule nervose presenti nella parte più evoluta del cervello (la corteccia cerebrale) di otto specie di carnivori, domestici e selvatici, inclusi orsi, leoni, furetti, iene, manguste e procioni. Lo studio è pubblicato sulla rivista Frontiers in Neuroanatomy da un gruppo internazionale di ricerca guidato dalla Vanderbilt University, negli Stati Uniti. 

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«In questo studio volevamo confrontare diverse specie di carnivori per vedere la relazione tra il numero di neuroni e le dimensioni del cervello», spiega la neuroscienziata Suzana Herculano-Houzel. «Penso che il numero di neuroni di un animale, specialmente nella corteccia cerebrale, determini la ricchezza del suo stato mentale e la sua abilità nel prevedere cosa accadrà nell’ambiente circostante sulla base delle esperienze precedenti». 

A quanto pare, i numeri promuovono a pieni voti il cane, un vero `cervellone´ che conta ben 530 milioni di neuroni corticali, contro i 250 milioni del gatto. Niente a che vedere con i 16 miliardi di neuroni dell’uomo, certo, ma di sicuro un bel gruzzoletto utile a superare le difficoltà di tutti i giorni. «Premesso che sono cinofila al 100% - ammette la ricercatrice - i nostri dati suggeriscono comunque che i cani hanno la capacità biologica di fare cose più complesse e articolate rispetto ai gatti. Per lo meno, adesso abbiamo delle informazioni di carattere biologico da usare nelle discussioni su chi sia più intelligente, tra cane e gatto». 

Abbandonando per un attimo il ring tra cinofili e gattari, sull’«Arca di Noè» delle neuroscienze si trovano tanti altri numeri interessanti. Si scopre ad esempio che i carnivori non hanno sempre un cervello più evoluto degli erbivori, anzi: quelli di taglia medio-piccola hanno un rapporto tra neuroni e dimensioni del cervello che è paragonabile a quello degli erbivori. I grandi carnivori, invece, hanno cervelli più grossi ma più poveri di neuroni: il leone, ad esempio, ne conta meno di un golden retriever, mentre l’orso bruno ne ha quanti il gatto, sebbene il suo cervello sia 10 volte più grande. Infine emerge a sorpresa il procione che, per quanto piccolo, ha un numero di neuroni paragonabile a quello dei primati. 

Furto DNA Sardi: Trovato altro materiale

Furto DNA Sardi


(ANSA) - NUORO, 1 DIC - Si infittisce la vicenda del furto delle provette di Dna dal Parco Genos di Perdasdefogu, in Ogliastra, avvenuto nell'agosto 2016, per il quale sono stati notificati 17 avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone responsabili a vario titolo di furto aggravato, peculato, abuso d'ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e violazione di dati relativi alla privacy.
    Altro materiale riguardante il progetto è stato rinvenuto a Sassari e si trova ora nelle mani del Cnr di Roma, che ha scritto, chiedendo lumi sul dà farsi, al procuratore di Lanusei Biagio Mazzeo. Per conoscenza la lettera è stata inviata anche alla società Tiziana Life, che nel 2016 aveva acquistato la società di ricerca genomica Shardna, fondata dal patron di Tiscali Renato Soru, incaricata del progetto.
    I primi ritrovamenti a Sassari risalgono al 5 ottobre scorso.
    Durante un'ispezione, il direttore del dipartimento di Scienze Biomediche del Cnr, Tullio Pozzan, ha interdetto l'accesso ai dati informatici relativi al Parco Genos dell'Ogliastra e che erano stati archiviati dall'allora responsabile del progetto, Mario Pirastu. I contenuti sono stati trasferiti su un supporto mobile, custodito ora nella sede centrale del Cnr a Roma, con nuove credenziali riservate al presidente del Cnr e al direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, mentre il vecchio server che li ospitava è stato resettato. Dopo un'ulteriore ispezione, il 24 novembre, è stato scovato altro materiale, stavolta cartaceo, riguardante i volontari che si sono prestati alla ricerca nei paesi di Talana e di Urzulei. Scoperti anche alcuni campioni biologici. Il tutto risalente a un periodo precedente all'avvio del progetto, 1999-2002. In più alcuni campioni di siero e plasma di anni successivi. L'inchiesta era partita dopo la sparizione di 25mila provette ritrovate poi all'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. Tutto era iniziato con la denuncia di una dipendente del Parco Genos, che aveva scoperto che alcuni cassetti dei banchi frigo erano stati svuotati. (ANSA).

   

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