Zenzero

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l rizoma arrivato dall'Estremo Oriente finisce sempre più nei nostri piatti, al ristorante come a casa. Seguici anche su Facebook

di ELEONORA COZZELLA

Corrado Assenza, eclettico pasticciere titolare del Caffè Sicilia a Noto, lo usa spesso nei suoi esperimenti di "dialogo" tra sapidità e dolcezza. Così lo troviamo in un suo piatto di carne: Cappello del prete, marinato nel miele, e cotto a bassa temperatura, servito con salicornia, finocchio di mare e zenzero candito.
Ernesto Iaccarino chef del Don Alfonso 1890 a Sant'Agata sui Due Golfi lo sceglie per dare freschezza al suo dumpling mediterraneo, un raviolo di ispirazione cinese, ripieno di verdure, irrorato da una demi glace vegana, accompagnato da gelato di fagioli e zenzero fresco.


Serenella Medone, chef del ristorante Al Solito Posto, Bogliasco (GE), ne fa un doppio uso nella pasta Mezze maniche, muscoli e trippe: grattugiato, lo mette nell'olio col mix di odori - tra cui aglio, buccia di limone, basilico e qualche goccia di vino bianco - in cui fa aprire le cozze; mentre in fettine sottilissime nella pentola in cui stufa la trippa, con olio, cipolla, zeste di limone.
Per Nino Di Costanzo, ched del Danì Maison a Ischia, dà un tocco in più alle minuscole seppioline - arrostite in un'infusione di carne di maialino - che fanno parte della sua ormai cult pasta e patate.
Michele Martinelli della Locanda Martinelli a Nibbiaia (Li) ne fa un dessert nell'incontro con il cioccolato e il gelatiere Günther Rohregger di Punto Gelato a Roma crea il Tiffany, sorbetto al limone, passion fruit, zenzero e una goccia di Rum. Solo alcuni esempi per dire che lo zenzero ha ormai conquistato l'alta cucina, la pasticceria e la gelateria.


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Ma soprattutto, come dimostra la seconda edizione dell'Osservatorio Immagino, questo rizoma della pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, entra sempre nelle nostre case. Una vera superstar del largo consumo che in 12 mesi ha visto raddoppiare le vendite dei prodotti in cui è presente (+108,4%).
Di certo le sue proprietà benefiche contribuiscono al suo successo: già noto nell'antica farmacopea cinese, oggi è usatissimo in tisane, mieli aromatizzati e decotti.

Ma anche il gusto è decisamente amato dai palati italiani. In fondo fin dal medioevo - quando i medici lo prescrivevano contro l'astenia e l'impotenza, il popolo lo desiderava nei suoi piatti, ma non poteva permetterselo. Tanto che ancora oggi in alcune regioni, il peperoncino si chiama "zenzerino", parente povero e simile per piccantezza alla pregiata pianta che viene dall'Estremo Oriente.

Ma come utilizzarlo, una volta che lo abbiamo comprato fresco o in polvere?

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